AUMENTO SENO: MASTOPLASTICA ADDITIVA

Aumento seno - Introduzione

La bellezza del seno femminile trova il suo vero significato nell’armonia di forma e volume. Di solito, le donne insoddisfatte relativamente alla forma, al tono ed alle dimensioni del loro seno per motivi vari, quali la perdita di volume e tono dopo la gravidanza, la forma, definitasi nello sviluppo o a seguito di un altro intervento chirurgico al torace  o alla regione mammaria, ricercano attraverso l’aumento del seno di correggere e migliorare il loro stato fisico. Infatti, la mastoplastica additiva è l’intervento chirurgico attraverso il quale è possibile aumentare la dimensione, il tono e ridefinire la forma del seno. La nostra esperienza ha dimostrato che si tratta di una delle operazioni di chirurgia estetica più riuscite e gratificanti.

L' aumento del seno, anche conosciuta semplicemente come intervento chirurgico per l’aumento del seno, è una procedura elettiva di chirurgia estetica che attualmente utilizza gli impianti in gel di silicone altamente coesivo. La procedura di aumento del seno normalmente richiede circa 1 ora. In alcuni casi specifici, essa può richiedere un tempo operatorio lievemente maggiore.

Prima di sottoporvi ad un intervento di mastoplastica additiva (ovvero di aumento del seno) è importante che valutiate con attenzione i benefici e le possibili complicanze legate all’impianto delle protesi mammarie. Informiamo sempre le nostre pazienti circa la natura e l'effetto previsto dal trattamento di chirurgia estetica che proponiamo loro, compresi i rischi significativi e le complicazioni possibili. Tutti i pazienti dovranno firmare un modulo di consenso che conferma la piena comprensione di tutto quanto è inerente alla procedura indicata. Inoltre,  tutti i pazienti verranno fornite di adeguate istruzioni post-terapia. Informazioni più dettagliate sull' aumento del seno possono essere trovate di seguito.

Aumento seno – Breve storia

L'intervento di mastoplastica additiva in Italia e nel resto del mondo è nato molti anni fa. A partire dagli anni 20, vennero fatti i primi tentativi di mastoplastica di aumento attraverso l’iniezione di tessuto adiposo autologo nel seno. Questa tecnica si dimostrò senza successo in quanto il grasso innestato non sopravviveva e veniva invece rapidamente riassorbito. Questo approccio chirurgico all’aumento del seno è stato abbandonato circa 20 anni dopo. Nello stesso tempo, l'iniezione di silicone liquido proposto come semplice e non traumatica procedura per l' aumento del seno, fu anch’essa rapidamente abbandonata, a causa delle complicazioni di ordine locale e generale che questa tecnica comportava in una percentuale significativamente elevata di pazienti.
Le moderne tecniche di mastoplastica additiva attraverso l’impianto di protesi mammarie in gel di possono essere fateo risalire ai primi anni Sessanta, quando finalmente è stato scoperto un metodo di impianto più sicuro per l'ingrandimento del seno. È un fatto che la struttura ed il design dei primi impianti fossero alquanto differenti in termini di resistenza, sicurezza e stabilità rispetto agli impianti attualmente in uso, sebbene anch’essi fossero costituiti da un involucro di silicone, riempito con una soluzione salina o gel di silicone.

Aumento seno – Prima dell’ intervento

L' aumento del seno, come qualsiasi trattamento di chirurgia estetica, è una procedura invasiva. Eseguita in anestesia generale, in regime di day hospital o con una notte di ricovero in clinica richiede una adeguata preparazione, seguendo le istruzioni specifiche delineate durante la consultazione dal vostro chirurgo plastico per gli interventi di chirurgia estetica.

Potrebbe essere necessario modificare per un breve lasso di tempo il vostro stile di vita,  limitare o interrompere l’assunzione di farmaci specifici come l'aspirina e le molecole denominate FANS. Inoltre, vi sono altre classi di farmaci, la cui assunzione può interferire con il metabolismo dei comuni  anestetici utilizzati durante l'intervento chirurgico di mastoplastica additiva. Di tutto questo dovrete informare l’anestesista che prenderà gli accorgimenti necessari. È importante che informiate il vostro chirurgo plastico di tutti i farmaci, compresi integratori o vitamine che di solito assumete. Consigliamo sempre ai nostri pazienti di evitare o comunque ridurre l’assunzione di alcolici ed il fumo di sigaretta. I prodotti di degradazione del fumo riducono la percentuale di globuli rossi indispensabili per il trasporto dell’ossigeno alle cellule. Una riduzione in questo senso può ritardare o complicare i processi di normale guarigione, allungando i tempi di recupero e ritorno alla piena efficienza fisica e di conseguenza alle proprie normali attività. Infatti i dati scientifici hanno dimostrato che il consumo di nicotina aumenta il rischio di infezione e ritarda la guarigione.

Un corretto stile di vita dovrebbe includere sempre un buon programma di esercizio fisico e l’assunzione di liquidi in giusta misura da 3 a 4 settimane prima dell'intervento di aumento del seno. Ciò contribuirà a preparare il vostro corpo ad affrontare i semplici problemi derivanti dall'intervento chirurgico di aumento del seno. Consigliamo sempre alle nostri pazienti di organizzare il loro trasporto da e per la clinica. Così come prevedere un supporto per la notte successiva all’intervento di mastoplastica additiva.

L'intervento di mastoplastica additiva non potrà essere eseguito in caso di gravidanza accertata. Negli esami ematochimici necessari per l’intervento di aumento del seno, è possibile inserire anche un test di  di gravidanza.

Aumento seno e protesi

Vi sono ampie discussioni riguardo ai vantaggi delle protesi mammarie in gel di silicone a confronto con le protesi mammarie a contenuto salino, che ha lasciato molte donne un po’ confuse su quale tipo di impianto sia loro più idoneo. Ebbene, entrambi i tipi di impianti sono molto comuni al giorno d'oggi e in definitiva dipende dai singoli casi la scelta del tipo che si adatta meglio. La prima cosa che chiunque considera sottoporsi ad un intervento di impianto di protesi mammarie deve fare, è consultarsi con il chirurgo plastico sui vantaggi e limiti delle protesi in gel di silicone e protesi saline.

Le protesi saline solitamente richiedono un'incisione molto più piccola per il loro posizionamento all’interno del torace. Quando questi impianti vengono inseriti, sono inizialmente vuoti e solo dopo l'inserimento le protesi vengono riempite con soluzione salina sterile. Se è vero che l'inserimento delle protesi saline è semplice e meno traumatico, è altresì vero che tali protesi hanno un più alto indice di complicazioni relative alla perdita di soluzione salina dalle valvole e quindi di riduzione del loro volume. Altri problemi che possono manifestarsi sono il fenomeno del wrinkling (grinze - è l'effetto che può far apparire la pelle come se avesse delle increspature) o del rippling (il seno appare in modo irregolare ed ondulato anche al tatto). Le complicazioni dell’intervento di mastoplastica additiva con impianto di protesi saline sono di solito visibili ad occhio nudo o possono essere percepite al tatto.

Le protesi in gel di silicone richiedono un'incisione di dimensioni lievemente maggiori per il loro impianto, in quanto esse sono già riempiti con gel di silicone al momento dell’impianto. Tuttavia, una protesi in gel silicone di solito riprende più fedelmente la morfologia di un seno naturale. Questo è il motivo principale per cui molte donne preferiscono una protesi a base di silicone anziché un impianto salino, anche se le protesi saline sono più facili da inserire e di solito non comportano alcun rischio in caso di rottura dell’involucro esterno e conseguente fuoriuscita del liquido.
Le protesi al silicone sono disponibili in moltissime misure e con differenti proiezioni e profili, allo scopo di adattarsi perfettamente alle diverse tipologie di mammella. In sede di visita specialistica sarà quindi possibile valutare esattamente la forma ed il profilo della protesi più indicato per il proprio seno.

Palpabilità dell’impianto
La percezione di eccessiva rigidità dell'impianto potrebbe essere dovuta o ad una ridotta congruità fra il volume della protesi e lo spazio della tasca protesica, oppure potrebbe essere il segno della comparsa di una contrattura capsulare. Se avete dei dubbi relativamente alla sensibilità del vostro impianto mammario, dovreste rivolgervi immediatamente al vostro chirurgo plastico.

Wrinkling
Il rischio di percepire al tatto i bordi della protesi o le ondulazioni sulla superficie di essa, dipende da svariati fattori. Il primo, il volume della protesi. Il secondo dalla quantità di tessuto ghiandolare adiposo presente nella mammella prima dell’intervento di mastoplastica additiva. Se avete un petto piatto il chirurgo probabilmente inserirà l'impianto di silicone dietro il muscolo pettorare per ridurre il rischio di wrinkling (increspature rilevabili alla vista ed al tatto). È necessario discutere di questa opzione con il chirurgo alla vostra prima visita.

Migrazione della protesi mammaria
Un impianto di silicone al seno ha bisogno di circa 6 mesi per stabilizzarsi completamente nella sua posizione corretta (questo vale soprattutto per le protesi cosiddette “anatomiche”). Talvolta si può stabilizzare in una posizione incorretta, rispetto all’asse maggiore della mammella e di conseguenza in una posizione che può essere più bassa o più alta rispetto a quella desiderata. In queste situazioni, potrebbe rendersi necessario un secondo intervento per la revisione della tasca mammaria. Il chirurgo solitamente preferisce aspettare diversi mesi affinché gli impianti si stabilizzino prima di pianificare un altro intervento chirurgico per regolare nuovamente la tasca dell'impianto.

Estrusione della protesi mammaria
Rara situazione spesso associata alla formazione di sieroma. Un sieroma è una raccolta di liquido sieroso chiaro che talvolta si sviluppa nella tasca protesica dopo l'intervento. La rottura dei micro vasi sanguigni e linfatici, unita alla formazione della tasca, può provocare da parte dei tessuti una reazione infiammatoria che porta alla formazione di variabili quantità di fluido. Quando questo accade, è necessario il drenaggio del sieroma e in alcuni casi si deve procedere alla rimozione temporanea dell’impianto ed al suo successivo riposizionamento.

Rotazione dell’impianto (protesi mammarie anatomiche)
Complicazione spesso vista quando la protesi scelta è anatomica (cosiddetta protesi mammaria a goccia). È necessario discutere di questa opzione con voi il vostro chirurgo. È necessario essere consapevoli che, sebbene le protesi anatomiche sono in grado di produrre un aspetto naturale, non appariranno naturali se ruotano. In questo caso si rende necessaria la revisione delle tasche e il riposizionamento dell’impianto nella corretta posizione.

Perdita di silicone (bleeding)
Le protesi mammarie sono costituite da un involucro di silicone e contengono un nucleo di gel di silicone (negli impianti di ultima generazione ad alta coesività). Negli impianti di vecchia generazione era frequente il fenomeno del “bleeding” Migrazione (spostamento) del silicone a livello molecolare al di fuori dell’involucro protesico e suo reperimento nei linfonodi. Cosa del tutto differente, è la formazione di un siliconoma (raccolta di silicone all'interno del parenchima mammario con componente granulomatosa concomitante, equivalente ad un granuloma da corpo estraneo). Evento possibile a seguito di diretta iniezione di silicone nel tessuto mammario. La gravità di queste reazioni infiammatorie ha portato al divieto dell’utilizzo del silicone liquido per l' aumento del seno e il rifacimento dei profili corporei. In situazioni di questo tipo è necessario rimuovere chirurgicamente per quanto possibile il silicone fuoriuscito.

Aumento seno - necessità di nuovo impianto
Tutti gli impianti mammari, per quanto costruiti con elevati standard di qualità, sono soggetti ad usura. Consigliamo ai nostri pazienti di prendere in considerazione la sostituzione dell'impianto dopo un periodo di tempo massimo di 15 anni. Infatti, gli impianti invecchiano così come il nostro corpo. Ciò li rende vulnerabili a perdite e rotture dell’involucro esterno.

L'effetto di un aumento del seno
Dopo aver fatto la mastoplastica additiva, si può iniziare a soffrire di tutti quegli effetti naturali associati ad un seno di più grandi dimensioni, come i segni del reggiseno, la ptosi del tessuto mammario nel tempo, lo sviluppo di vene prominenti, ecc. Indossare un reggiseno di sostegno contribuirà a ridurre queste evenienze, ma niente blocca completamente gli effetti della gravità e del tempo.

Chirurgia delle protesi al seno - espianto
Per motivi personali, alcune donne hanno scelto di rimuovere le protesi mammarie e di non sostituirle. Devono essere consapevoli che a ciò può residuare un eccesso di cute ed una ptosi della mammella. Ciò significa che il chirurgo potrebbe suggerire il sollevamento del seno (mastopessi) per correggere la ptosi e ridare tono al seno.

I migliori candidati per l' aumento del seno

L' aumento del seno può migliorare l’ aspetto e la propria autostima, ma non necessariamente cambia l’ aspetto in modo da renderlo uguale all’ideale prefigurato nella mente della paziente, o comporta che altre persone si relazionino a voi in modo diverso rispetto a prima. Prima di decidere se sottoporvi ad un intervento chirurgico di mastoplastica additiva, riflettete attentamente sulle vostre aspettative e discutetene con il chirurgo.

I migliori candidati per l' aumento del seno sono donne che sono alla ricerca di un miglioramento, non della perfezione, del modo in cui apparire. Se siete fisicamente sane e psicologicamente equilibrate le vostre aspettative sono realistiche, potete essere delle buone candidate per un intervento di mastoplastica additiva.

Tutte le operazioni di aumento del seno comportano qualche incertezza e rischio

L' aumento del seno o l'aumento del seno è una procedura chirurgica relativamente semplice. Ma come per ogni operazione al seno, ci sono rischi associati con la chirurgia e complicanze specifiche associate a questa procedura.

Il problema più comune, la contrattura capsulare, si verifica se la capsula intorno alla protesi da morbida e impalpabile si comporta come una cicatrice retraente. Questa compressione sul morbido impianto può far sì che il seno si avverta rigido e poco naturale. La contrattura capsulare può essere trattata in diversi modi, e richiede a volte la revisione chirurgica della tasca protesica, per eliminare, in tutto o in parte, la capsula periprotesica divenuta patologica (capsulotomia o capsulectomia) o addirittura la rimozione e sostituzione dell'impianto.

Come con qualsiasi procedura chirurgica, esiste il rischio di formazione di ematoma dopo una mastoplastica additiva, cosa che può causare gonfiore e dolore. Se il sanguinamento eccessivo continua, può essere necessario il drenaggio chirurgico  per fermare il sanguinamento e rimuovere il sangue accumulato.

E’ descritta la possibilità di infezione che coinvolga l’impianto mammario. Ciò può verificarsi in qualsiasi momento, ma più spesso accade entro una settimana dopo l'intervento di mastoplastica additiva. In alcuni casi, può essere necessario rimuovere l'impianto per diversi mesi fino alla completa guarigione dell’infezione. Un nuovo impianto può quindi essere reinserito.

Alcune donne riferiscono che i loro capezzoli diventano ipersensibili, iposensibili, o addirittura insensibili. Si possono inoltre percepire piccole aree di intorpidimento in prossimità delle incisioni. Questi sintomi di solito scompaiono nel tempo, ma in alcuni pazienti possono essere permanenti.

Non ci sono prove che l’impianto di protesi mammarie influisca in alcun modo sulla fertilità, la gravidanza, o la capacità di allattamento (in particolare con l’accesso per via sottomammaria). Se, tuttavia, avete allattato al seno per un periodo di 12 mesi antecedente l’intervento di mastoplastica additiva, è possibile che le mammelle producano latte per un paio di giorni dopo l'intervento chirurgico. Questo può causare qualche disagio, ma può essere trattato con farmaci prescritti dal medico.

E’ descritta la possibilità di rottura spontanea degli impianti mammari. La rottura può verificarsi come conseguenza di lesioni o traumi della regione toracica oppure spontaneamente a causa di un difetto del ciclo produttivo che rende soggetta la protesi a rottura anche solo a causa dalla normale compressione e movimento del seno e della protesi: il guscio artificiale inizia a perdere il suo contenuto. Se un impianto a soluzione salina si rompe, la protesi si sgonfia in poche ore e la soluzione salina, innocua, verrà assorbita dal corpo.

Se si verifica la rottura di un impianto a base di gel di silicone, possono verificarsi due situazioni. Se l’involucro si rompe ma la capsula periprotesica rimane integra (è quello che accade nella stragrande maggioranza di questi casi), è possibile che la paziente non riscontri alcun cambiamento. Se anche la capsula periprotesica si rompe o si incrina, soprattutto dopo traumi di grande intensità, il gel di silicone potrebbe essere in parte reperito a contatto con i tessuti circostanti. Può derivarne quindi un cambiamento della forma o consistenza del seno. Entrambi i tipi di rottura richiedono una seconda operazione per la sostituzione dell'impianto difettoso. In alcuni casi di rottura della protesi, può non essere possibile rimuovere tutto il gel di silicone dal tessuto.

Alcune donne con protesi mammarie hanno riferito la comparsa di sintomi simili a quelli presenti nelle malattie del sistema immunitario, come la sclerodermia, l'artrite e altre condizioni simili. Questi sintomi possono includere dolori o gonfiori articolari, febbre, stanchezza, o dolore al seno. La ricerca non ha trovato alcun legame evidente tra le protesi mammarie al silicone ed i sintomi di quello che i medici chiamano "disturbi del tessuto connettivo".

Mentre non vi è alcuna prova che le protesi mammarie siano causa di tumore al seno, la loro presenza può interferire con la lettura della mammografia, se non si ha a che fare con un radiologo esperto. Quando si richiede una mammografia di routine, si deve essere sicuri di rivolgersi ad un centro di radiologia dove i tecnici siano esperti nelle speciali tecniche richieste per ottenere una radiografia affidabile di un seno con un impianto mammario. Visualizzazioni aggiuntive saranno richieste. Esami ad ultrasuoni possono essere di beneficio in alcune donne con protesi per rilevare noduli al seno o per valutare l'impianto.

Se è vero che nella maggior parte delle donne non si verificano queste complicazioni, dovreste discutere ciascuna di esse con il vostro chirurgo per essere sicure di comprendere i rischi e le conseguenze di un intervento chirurgico al seno come la mastoplastica additiva o l'aumento del seno.

Aumento seno – Il candidato ideale

I migliori candidati per l’intervento di mastoplastica additiva sono donne:
• diciottenni o più adulte
• non in gravidanza o in allattamento (almeno 6 mesi dopo l’allattamento)
• fisicamente e mentalmente sane
• non soddisfatte per le dimensioni del loro seno
• con aspettative realistiche riguardo ai risultati ottenibili con l' aumento del seno
• che richiedono l' aumento del seno per la prima volta

Aumento seno - Rischi

L' aumento del seno comporta alcuni rischi e complicanze ad essa associati. Questa sotto sezione non è destinata a spaventarvi, dal momento che tutti i rischi e le complicanze sono estremamente rare, ma rientra nella nostra responsabilità mettervi a conoscenza di ciò che  necessario sapere prima di procedere con un intervento di mastoplastica additiva.


Contrazione capsulare

Questa è certamente la più grave complicanza a lungo termine di cui è necessario essere a conoscenza , in quanto ne può conseguire la necessità di un altro intervento chirurgico finalizzato a trattare questo problema. È un dato di fatto che ogni volta che si impianta un biomateriale quale una protesi mammaria, l’organismo produce una reazione fisiologica che consiste nel rivestire la protesi con una membrana fibrosa, denominata capsula mammaria. Ciò avviene qualunque sia il tipo di impianto, protesi in gel di silicone o a contenuto salino, e qualunque sia la posizione di impianto, sottoghiandolare o sottomuscolare.
Quello che è anormale è che questo tessuto cicatriziale intorno alla protesi si addensi gradualmente. Alla fine, lo spessore del tessuto cicatriziale porta ad una contrazione che provoca la tipica durezza dell'impianto, tipica della contrattura capsulare patologica. Ciò ha un impatto sulla forma dell'impianto e solitamente il paziente può iniziare a sentire un certo disagio. Questo è chiamato contrazione capsulare. Il trattamento è quello di rimuovere il tessuto cicatriziale (capsulectomia) e procedere con la sostituzione degli impianti.


Capsulectomia e sostituzione dell'impianto

La capsulectomia è il termine che si riferisce ad un intervento chirurgico destinato alla rimozione della capsula, che è il tessuto cicatriziale contratto formato attorno all'impianto. Durante questa operazione il tessuto cicatriziale intorno alla protesi insieme allo stesso impianto vengono rimossi e l'impianto viene sostituito. Spesso, è necessario effettuare una nuova tasca o / e ridurre le dimensioni dell'impianto. Talvolta il chirurgo cambia il tipo di impianto quando procede alla sua sostituzione.

Infezione
Normalmente le infezioni dopo l'intervento di mastoplastica additiva sono rare, e quando avvengono può essere un problema serio. Cerchiamo sempre di informare i pazienti su quali siano i segni precoci quali il rossore, il gonfiore del seno e la sensazione di malessere. In un primo momento, il chirurgo cerca sempre di trattare l'infezione con gli antibiotici, ma se l'infezione non può essere fermata, allora è inevitabile che l'impianto debba essere rimosso e in modo da permettere all'infezione di risolversi. Dopo tre - sei mesi dall’intervento di mastoplastica additiva, verrà inserito un nuovo impianto.

Aumento seno - ematomi e coaguli di sangue
Può verificarsi un sanguinamento eccessivo o un ematoma, che possono richiedere il drenaggio chirurgico. Ciò significa un altro intervento. È importante che non si assumano, se non è assolutamente indispensabile, farmaci a base di acido acetilsalicilico, farmaci anti-infiammatori non steroidei, prodotti che interferiscono coi meccanismi di coagulazione del sangue per 14 giorni prima dell'intervento di mastoplastica additiva in quanto questi farmaci possono aumentare il rischio di sanguinamento.

Aumento seno - cicatrici
Ogni intervento chirurgico che comporta una incisione cutanea produrrà una cicatrice. Di solito, le cicatrici dopo una mastoplastica additiva sono discrete e nascoste all'interno di linee e pieghe naturali della cute. A volte, le cicatrici patologiche possono costituire un problema. Il chirurgo in un primo momento consiglierà l’utilizzo di prodotti specifici per indirizzare il processo di cicatrizzazione nel migliore dei modi. Come passo successivo, il chirurgo può eseguire infiltrazioni con prodotti antifibroplasici nella cicatrice per contribuire a ridurne l’ipertrofia. Consigliamo sempre ai nostri pazienti di evitare di esporre le cicatrici al sole, che possono pigmentarsi e rimanere scure anche in inverno.

Aumento seno – asimmetria dei seni mammari
Spesso, il chirurgo dovrà utilizzare due protesi di dimensioni differenti per correggere un seno asimmetrico per forma e volume. È un fatto che una simmetria perfetta è impossibile e quindi il chirurgo ha il dovere di informare sempre la paziente di essere realista nelle sue aspettative. Tuttavia, è importante sapere che a seguito di una mastoplastica additiva è impossibile correggere alcuni parametri che definiscono la forma del seno. Ad esempio la distanza che separa il complesso areola/capezzolo da un punto fisso, come l’incisura del giugulo. La diversità di due mammelle asimmetriche si troverà ad essere ridotta dopo mastoplastica additiva, in quanto diluita in un volume maggiore. Quindi percentualmente ridotta, ma non annullata

Aumento seno - ritardi nella guarigione della ferita
In caso di posizionamento incongruo delle protesi o di eccessiva discrepanza fra il volume degli impianti e le tasche protesiche, la pressione esercitata dalla protesi sulla linea di incisione appena suturata, può provocare la deiscenza della sutura e addirittura l’estrusione delle protesi. Se si sviluppa un’infezione concomitante a causa dell’esposizione della protesi, può rendersi necessario il loro espianto, la rivisitazione delle tasche protesiche ed il successivo reimpianto

Aumento seno - ipersensibilità al capezzolo
Dopo un aumento del seno, i capezzoli diventano molto sensibili. Ciò è talvolta fonte di imbarazzo e disagio. Questo problema si normalizza e scompare solitamente nell'arco di poche settimane, e durante il tempo di guarigione una protezione al capezzolo può aiutare a migliorare il disagio. I capezzoli inoltre possono diventare meno sensibili.

Aumento seno - lesioni nervose
L' aumento del seno talvolta provoca una riduzione della sensibilità attorno al capezzolo e alla parte inferiore del seno. Questo è spesso un problema temporaneo, ma può richiedere fino a 18 mesi per migliorare. Raramente, la perdita di sensibilità intorno al capezzolo può essere permanente.

Aumento seno - Intervento chirurgico

In generale, la procedura chirurgica di mastoplastica additiva viene eseguita in anestesia generale, e richiede circa un’ ora di sala operatoria per essere portata a termine. Una protesi di silicone viene quindi posta in posizione sottoghiandolare o sottomuscolare, dopo aver praticato un'incisione nel solco mammario o in sede periareolare inferiore. L'incisione è di solito da 4 a 5 cm di lunghezza. A seconda della raccomandazione del chirurgo e dell'anatomia del seno, l'impianto della protesi in silicone, nonché il posizionamento di essa, varierà a seconda di ogni paziente.

mastoplastica additiva immagine 1

Il complesso ghiandolare adiposo viene sollevato e direttamente preparata la tasca in sede sottoghiandolare (mastoplastica additiva sottoghiandolare), oppure viene isolato il muscolo pettorale, sollevato dal torace e ivi preparata la tasca protesica (mastoplastica additiva sottomuscolare) Quindi, la protesi viene inserita nella tasca centrata sotto i capezzoli, creando un aspetto naturale. Infine, l'incisione viene cucita e chiusa.

Aumento seno – Post operatorio

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Il tempo di recupero varia a seconda della reattività personale, ma è comune che i pazienti siano in grado di tornare al lavoro entro 10 giorni dall' aumento del seno. È normale che le donne, dopo un intervento chirurgico di mastoplastica additiva, spesso sentano una maggiore sensibilità in tutta l’area del seno per poche settimane. Evitare il contatto fisico diretto per minimizzare il rischio di trauma e il fastidio durante il periodo di guarigione. Dopo circa due o tre settimane dopo l'intervento di mastoplastica additiva, il gonfiore e il disagio spariranno gradualmente. Dopo due settimane, il contatto fisico con i seni è accettabile.

Dopo l' aumento del seno le donne dopo i 40 anni dovrebbero ancora pianificare mammografie di routine. Le pazienti che desiderano sottoporsi ad un intervento di aumento del seno devono avere aspettative realistiche. Come ogni procedura di chirurgia estetica, buoni candidati sono quelli in buone condizioni fisiche e mentali.

Aumento seno con impianto sottoghiandolare

L' aumento del seno di solito è il trattamento più gratificante tra gli interventi di chirurgia estetica. Chiaramente l’autostima della donna potrebbe accrescersi notevolmente. La procedura di valorizzazione del seno esiste sin dall'inizio del XX secolo; la mastoplastica additiva comporta l'impianto di una protesi di silicone al di sotto della ghiandola mammaria o sotto il tessuto del seno, al di sotto del muscolo pettorale. L’impianto sottoghiandolare (davanti al muscolo) era il metodo originale usato nella chirurgia del seno. Recentemente, tuttavia, è diventato molto meno comune. La posizione sottoghiandolare sembra produrre un aspetto più naturale rispetto a quella sottopettorale (dietro il muscolo). I pazienti di solito necessitano dell'anestesia generale, durante l'intervento chirurgico di mastoplastica additiva. La durata dell’intervento di mastoplastica additiva sottoghiandolare è più breve, in quanto nessuna incisione viene fatta nei muscoli esistenti del torace. Normalmente, le uniche incisioni fatte nel posizionamento sottoghiandolare riguardano la cute eil sottocutaneo, fino al raggiungimento del piano ghiandolare.

Mastoplastica additiva immagine 3

Si ritiene che il risultato estetico di una mastoplastica additiva con la tecnica del posizionamento sottoghiandolare crei una linea più attraente. Gli impianti possono anche essere esaminati più facilmente in quanto non sono parzialmente coperti dai muscoli, ma solo dal tessuto ghiandolare adiposo della mammella. È un fatto che il posizionamento sottoghiandolare non possa essere un'alternativa per le donne con seno piatto. A causa della mancanza del tessuto mammario, il contorno delle protesi mammarie sarà facilmente visibile e sembrerà innaturale dopo l'intervento di mastoplastica additiva. Di conseguenza, il posizionamento sottomuscolare è l'opzione migliore per i pazienti con tale anatomia.

Aumento seno e mammografia

Le donne che si sottopongono a una procedura di mastoplastica additiva per l’aumento del seno prima dell'intervento devono essere esaminate da un chirurgo plastico. Infatti è importante determinare se la loro condizione mentale e fisica è consona a subire un intervento con le caratteristiche e le implicazioni della mastoplastica additiva]. A seguito della procedura di mastoplastica additiva lo stato mentale dei pazienti, che comprende felicità personale e percezione di sé, generalmente migliora notevolmente. Le pazienti sono monitorate e valutate dopo l'intervento chirurgico. Il piano di assistenza successivo all' aumento del seno comprende un esame di routine della salute della paziente e delle protesi mammarie. Oltre a ciò, viene effettuata una valutazione dei cambiamenti fisiologici derivanti dalla mastoplastica additiva, e se gli stessi siano stati giudicati soddisfacenti dalla paziente.

I dati scientifici hanno dimostrato che non vi è alcuna relazione tra cancro al seno e mastoplastica additiva. Esami di routine dovrebbero includere lo screening con il completamento di una mammografia. La mammografia è particolarmente importante per le donne oltre i 40 anni, dal momento che il rischio di sviluppare carcinoma mammario aumenta. È estremamente importante che le donne che hanno una storia di cancro al seno nella loro famiglia debbano programmare mammografie ancora prima.

È importante che le pazienti, dopo essersi sottoposte all' aumento del seno presso la nostra struttura, informino il personale della radiologia, relativamente alla presenza delle protesi mammarie, prima di effettuare la mammografia. Queste informazioni garantiscono un accurato esame. Di solito, sarà scelto un tecnico radiologo esperto nel trattare le pazienti portatrici di protesi mammarie. Il tecnico prenderà in considerazione la posizione della protesi durante la mammografia e farà in modo di evidenziare al massimo il tessuto mammario, con tecniche speciali come la "visione di spostamento dell'impianto" per facilitare una completa analisi. L'impianto può essere compresso, ma non al punto di arrecare un importante disagio alla paziente. Fatto correttamente, il rischio di rottura o di modificare la forma dell'impianto è praticamente nullo. Le mammografie eseguite su donne con l'ingrandimento del seno non richiedono un tempo di esposizione ai raggi x più lungo.

Aumento seno – Auto esame
Consigliamo sempre alle nostre pazienti di effettuare auto-esami mensili da casa. I dati scientifici hanno dimostrato che, a causa della pressione dell'impianto che creerebbe una superficie liscia sul seno, le donne con protesi mammarie in genere rilevano noduli più facilmente rispetto alle donne senza.

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