LIPOSTRUTTURA

Lipostruttura - Introduzione

Con i termini di “lipostruttura” “autotrapianto di tessuto adiposo autologo” e “lipofilling” si indica oggi sostanzialmente la medesima procedura chirurgica, che consiste nel prelievo di una determinata quantità di tessuto adiposo, il suo trattamento mediante un processo di centrifugazione blanda,allo scopo di separare la componente acquosa e oleosa da quella cellulare ed il reimpianto di essa nelle aree interessate. Questa metodica, standardizzata dal chirurgo Americano Sidney Colemann nel 1997 (ed infatti denominata univarsalmente “lipostruttura secondo Colemann”) prevedeva originariamente il prelievo del tessuto adiposo con microcannule e la sua centrifugazione a 3000 giri per 3 minuti. Il grande passo in avanti di questa metodica che ha di fatto reso l’autotrapianto di grasso autologo, la “lipostruttura” per intenderci, un’arma formidabile ed estremamente versatile nelle mani dei chirurghi non solo estetici ma anche ricostruttori, è stata quella di superare i limiti del semplice lipofilling, cioè il semplice prelievo e trapianto di grasso – procedura nota da illo tempore – In pratica il pressoché totale riassorbimento e quindi la scomparsa in tempi brevi del tessuto trasferito, causa il venire meno della vitalità dello stesso.  Negli ultimi anni da parte della maggioranza dei chirurghi è prevalso l’indirizzo di modificare lievemente la metodica della lipostruttura, nel senso di ridurre la velocità di centrifugazione del prelievo a 1500 giri per un tempo non superiore a 2 minuti, allo scopo di ridurre al minimo il trauma della componente cellulare. Il razionale scientifico della lipostruttura, è costituito dalla scoperta della presenza di grandi quantità di cellule staminali nel tessuto adiposo. Queste cellule, una volta reimpiantate nelle zone riceventi, si differenziano, qualitativamente e quantitativamente, in quelle dei tessuti che le ospitano, andando a ricostituire le caratteristiche anatomiche e non solo volumetriche delle aree bisognose di trattamento. Da quanto detto, si può facilmente comprendere quanto vastissimi siano i campi di applicazione della lipostruttura. Essa può venire utilizzata come procedura a se stante, oppure come pratica accessoria in corso di interventi chirurgici volti a correggere le più svariate situazioni nell’ambito della chirurgia estetica, di quella plastica ricostruttiva e della chirurgia riparativa, generale e specialistica. Da quanto detto, non risulta quindi difficile evidenziare i principali campi di utilizzo della lipostruttura nell’ambito della chirurgia riparativa:

  • radionecrosi (lesioni tessutali in seguito a terapie radianti)
  • necrosi tessutali da stravaso di chemioterapici
  • necrosi tessutali complicanze di interventi chirurgici
  • piaghe da decubito
  • esiti cicatriziali da traumi o interventi chirurgici o ustione (correzione delle cicatrici retraenti e deformanti)
  • riempimento di aree atrofiche o depresse, anche cicatriziali
  • fibrosi tessutali

Una volta di più ben si comprende come la lipostruttura, lungi dall’essere una semplice tecnica atta al riempimento (e quindi al miglioramento estetico) di aree distrofiche e/o depresse, costituisce una vera e propria metodica ricostruttiva ad amplissimo raggio di azione. La capacità della lipostruttura di concentrare una enorme quantità di cellule staminali attive e vitali, che immediatamente si differenziano nelle cellule dei tessuti che devono ricostruire, consente di riportare questi tessuti danneggiati il più vicino possibile alle condizioni anatomiche di partenza.

Lipostruttura in chirurgia estetica

La chirurgia estetica, sulla base delle considerazioni fatte precedentemente, costituisce un amplissimo e stimolante campo d’azione di tecniche quali la lipostruttura. Il concetto del ringiovanimento dei tessuti, elemento principe alla base della chirurgia e della medicina estetica, non può, per via dei principi che la sostengono, non trovare nella lipostruttura una opzione fondamentale. La lipostruttura può venire utilizzata come metodica accessoria di una serie di interventi dedicati al ringiovanimento del volto quali, ad esempio il lifting o face lift, la blefaroplastica superiore, inferiore o totale, la stessa rinoplastica. In particolare in accompagnamento al lifting del volto la lipostruttura fa valere entrambe le sue potenzialità, sotto l’aspetto del miglioramento della struttura e della “qualità” e quindi del ringiovanimento dei tessuti e della loro volumizzazione, intendendo tanto il recupero della struttura e quindi dello spessore degli strati cellulari, quanto la correzione della perdita di definizione dei contorni dell’ovale del viso, delle aree zigomatiche, dei solchi naso genieni, inevitabili corollari dell’età.

Lipostruttura come intervento chirurgico a se stante

La breve storia della lipostruttura ed i cenni tecnico/metodologici  che abbiamo esposto, ci dicono come la lipostruttura costituisca di per se, una opzione in grado di intercettare una ampia gamma di situazioni. Pensiamo a quei pazienti che vedono comparire sul proprio viso i primi segni del tempo e desiderano ad essi porre rimedio, con procedure non troppo invasive e/o economicamente impegnative, quali ad esempio il lifting. In queste situazioni, la lipostruttura che restituisce tono e struttura ai tessuti, nel vero senso della parola riporta indietro l’orologio del tempo, restituendo freschezza e vigore a pelli diventate sottili, anelastiche; in una parola, palesemente invecchiate.

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