Articolo scritto dal Dr. Dauro Reale e pubblicato in data 18/05/2020

Chirurgia Seno

Introduzione alla chirurgia estetica del seno

Parlando di chirurgia estetica della mammella, l’intervento più comune (e come tale più noto al grande pubblico) è certamente la mastoplastica additiva. Tale procedura corregge alcuni fra i più comuni inestetismi, quali l’ipoplasia mammaria, cioè una mammella insufficientemente sviluppata e di conseguenza troppo piccola, oppure una mammella solo moderatamente ptosica, in particolare a livello del polo superiore, un seno, cioè che comincia a svuotarsi (e questo per un logico fattore legato al peso del tessuto ed alla forza di gravità, si manifesta in prima battuta ai poli mammari superiori). Abbiamo non a caso parlato di una mammella solo moderatamente ptosica, in quanto per ptosi di grado maggiore la sola mastoplastica additiva rischia di non essere più sufficiente alla correzione del difetto, dovendosi in questi casi prendere in considerazione altre tipologie di intervento, associate o meno all’impianto delle protesi, quali la mastopessi. Argomenti che verranno trattati più nel dettaglio in altra sede. L’impianto delle protesi (da solo o associato ad altre metodologie chirurgiche) consente di trattare anche inestetismi che travalicano il puro concetto di estetica, quali le asimmetrie mammarie di grado medio o elevato. Condizione questa assai meno infrequente di quanto si possa immaginare e che può pesantemente condizionare il rapporto col proprio corpo e l’autostima. Un minimo grado di asimmetria mammaria deve considerarsi fisiologico e come tale nemmeno preso in considerazione, prova ne sia che molte donne non ne hanno la percezione. Lasciando per un momento il campo delle asimmetrie e concentrandoci su fattori meramente estetici, dobbiamo per onestà intellettuale affermare che un seno piccolo non costituisce affatto di per sé un inestetismo. Possiamo serenamente affermare che per moltissime donne, esso rappresenta piuttosto un valore aggiunto, esattamente come per altre un vero e proprio limite all’affermazione della propria femminilità. In questa dimensione non esiste torto o ragione. Inutile rifarsi a modelli più o meno razionali, il cui unico risultato è quello di proiettare dal di fuori la propria emotività e sensibilità sull’argomento. Il vissuto personale è ciò che ci rende ognuno differente dall’altro.

La mammella nel contesto del "vissuto" femminile

La mammella non costituisce solamente un “dettaglio” della fisicità femminile. È un qualcosa che la caratterizza profondamente, indipendentemente dalle sue forme, che potremo considerare gradevoli o sgradevoli a seconda delle circostanze, del momento storico che la donna vive e, in ultimo, dei nostri gusti. Il seno è un carattere sessuale primario. Detto così è di una ovvietà sconcertante, se pensiamo per prima cosa all’utilità che la natura gli ha destinato e al fenomenale e biologico richiamo che esercita su di noi. La realtà è sempre più complessa, se ci soffermiamo a considerarla in tutti i suoi aspetti e non solo in superficie. La mammella è un vero e proprio organo che ha funzioni ben precise che non sono fini a sé stesse. Tutti coloro che con essa si relazionano, infanti o adulti che siano, ne rimangono profondamente coinvolti. Fino ad ora abbiamo parlato degli altri, ma non possiamo dimenticare che chi per prima deve relazionarsi nel modo migliore col seno, è proprio la donna. Queste pagine ci dimostrano che questa relazione non è spesso né facile, né semplice. Anzi. In moltissimi casi, situazioni e momenti della vita, essa è molto conflittuale. I problemi di “rapporto” possono cominciare molto precocemente, appena superata l’età dello sviluppo. Un seno di dimensioni troppo contenute, o dallo sviluppo appena accennato, può ergersi a dimensione “castrante” nello sbocciare di un corpo che lo sviluppo cambierà radicalmente. Lo stesso discorso può essere “letto” nella dimensione opposta, l’altra faccia della medaglia potremmo dire. Una mammella che si sviluppa eccessivamente, quasi autonomamente rispetto al resto del fisico, rischia di venire vissuta come qualcosa di estraneo, di lontano da sé, il cui peso fisico e psicologico spesso risulta insopportabile. In tutti questi casi si sviluppa il disagio che a volte si “gestisce” e si “contiene” con l’uso del raziocinio, altre volte può avere conseguenze devastanti sulla personalità e le future scelte di vita che “attendono” la donna.

Aumento di volume della mammella: soluzioni possibili

Richiedere una visita specialistica presso un chirurgo plastico qualificato, richiede coraggio e convinzione. Le donne che si rivolgono allo specialista lo capiscono e lo sanno molto bene. Presentarsi al cospetto di un estraneo, per professionista che sia e mostrare un proprio lato debole, manifestando le mille incertezze e insicurezze che da questo derivano, non è un passo semplice. Non si tratta semplicemente di valutare la fattibilità tecnica dell’ottenere un seno più grande, o semplicemente più florido e giovanile, attraverso l’impianto di quel tipo di protesi, di quel volume, di quella forma e di quella proiezione, attraverso quella via di accesso - sottomammaria, periareolare o transascellare che sia – significa voler riequilibrare un percorso di vita che, in qualche modo, si era finito per trascurare o tralasciare, sulla spinta di situazioni più serie e concomitanti. Naturalmente parliamo di una procedura chirurgica che, come tutte le procedure di questo tipo, non sono esenti da potenziali complicazioni e rischi, nell’arco del breve e del lungo termine. Verificare le proprie generali condizioni di salute, eseguire le indagini diagnostiche anche strumentali che il chirurgo riterrà opportuno prescrivere, rendersi edotte di tutto quanto “gravita” gira intorno alla chirurgia degli impianti mammari, è cosa determinante per poter successivamente scegliere consapevolmente la strada da seguire che, si badi bene, non è una autostrada diritta e a senso unico verso l’obiettivo finale, quello dell’intervento. Valutare serenamente i costi e benefici di una strada da intraprendere, può serenamente portare a conclusioni opposte, quali quelle di procrastinare il momento dell’intervento o, addirittura di non agire. Questo significa consenso informato, parola sulla bocca di tutti ma concetto nella pratica quotidiana vilipeso come non mai. In un mondo così ricco di informazioni, continuamente rinnovate e arricchite da nuovi elementi, sapersi orientare è forse più impossibile che difficile.

Raccomandazioni

La determinazione nel sottoporsi ad un intervento di chirurgia del seno, è e deve essere assolutamente personale. Questo tipo di decisioni non sono mai facili da prendere e mai e poi mai devono risultare il frutto del convincimento, o peggio del condizionamento subito ad opera di altri. Solo la presa di coscienza del manifestarsi o del perdurare di un disagio psicofisico e la considerazione che la strada dell’intervento chirurgico, della mastoplastica additiva, può costituire un valido rimedio a tutto questo, dovranno risultare le molle uniche e sufficienti per approcciarsi al tavolo operatorio.

Tutte coloro che hanno intrapreso questa strada hanno abbandonato il timore di essere considerate persone superficiali o peggio poco serie. Anzi; agire su sé stessi è dimostrazione e riprova di notevoli capacità introspettive, oltre che rispettabile coraggio e buona volontà. Naturalmente la determinazione a migliorare la relazione con sé stessi provocherà un effetto a cascata su tutti coloro con cui le pazienti si relazioneranno.

Avere a che fare, sia su di un piano personale, o anche semplicemente lavorativo con una persona che ha deciso di sentirsi meglio, cambia il corso delle cose, degli eventi, delle relazioni interpersonali. Sembra quasi che migliorare l’estetica del proprio seno sia un gesto limitato, dagli effetti a corto raggio che non superano i confini del mi piace o non mi piace. La realtà dimostra esattamente il contrario.

Chirurgia della mammella: le soluzioni possibili


Mastoplastica Additiva

La mastoplastica additiva è certamente uno degli interventi nell’ambito della chirurgia estetica più richiesti e praticati. Il suo razionale, o se vogliamo la sua corretta indicazione, è quello di correggere il volume di una mammella insufficientemente sviluppata, di correggerne la proiezione e, per quanto possibile, anche la forma.

La mastoplastica additiva è in grado di correggere anche l’impoverimento dei poli mammari superiori, normalmente il primo a venire meno col passare del tempo e col mutare dell’età e delle condizioni di vita delle pazienti.

Ribadiamo che anche inestetismi di maggiore complessità, quali le asimmetrie mammarie di vario grado, possono essere corrette con l’ausilio degli impianti mammari, attraverso il semplice utilizzo di volumi differenziati o in associazione con altre procedure chirurgiche.

Approfondisci: Mastoplastica Additiva

Mastoplastica riduttiva

La mastoplastica riduttiva è l'intervento correttivo per inestetismi di segno opposto, quali mammelle troppo voluminose, pesanti, che necessariamente presentano un certo grado di ptosi per effetto della forza di gravità.

Esistono molti gradi di ipertrofia mammaria, molti dei quali travalicano il semplice inestetismo, sfociando in problematiche funzionali tutt’altro che trascurabili, legate al peso delle mammelle. Problematiche di natura posturale, con dolorabilità spiccata nella regione delle spalle e addirittura tratti scoliotici a carico della colonna vertebrale.

Senza dimenticare la facile irritabilità e suscettibilità alle sofferenze e irritazioni della cute, in particolare a livello dei solchi sottomammari.

Approfondisci: Mastoplastica Riduttiva



Mastopessi

La mastopessi è l’intervento di elezione in tutte quelle situazioni nelle quali l’elemento determinante è costituito dalla ptosi mammaria di grado marcato, non più correggibile dal solo implemento del volume della mammella, quindi unicamente grazie agli impianti mammari. Va detto che questi due approcci chirurgici non sono affatto incompatibili, né tantomeno si escludono a vicenda. Una mammella ipotrofica, oltreché eccessivamente ptosica, deve essere corretta con l’ausilio di entrambe le tecniche. La protesi mammaria, necessaria per sostituire il volume mammario venuto a mancare, e la mastopessi, vero e proprio lifting del seno, per un risultato di forma, volume e proiezione ottimali.

Approfondisci: Mastopessi



Cosa sono le protesi mammarie

Le protesi mammarie sono dei presidi sanitari impiantabili, in confezione sterile, le cui caratteristiche costruttive e i materiali che le costituiscono sono validati dalle Autorità Sanitarie dei vari paesi e, nell’ambito della Comunità Europea, da normative comuni ai vari Stati membri. Dire “protesi mammarie” significa aprire un mondo. Esistono impianti praticamente di tutti i volumi, tutte le proiezioni, costituite da gel di silicone (le più utilizzate) a vario grado di coesività, di forma rotonda, ergonomica o anatomica, a superficie liscia, nanotesturizzata (microscopicamente ruvida), o testurizzata (leggermente ruvida anche al tatto). In pratica ogni situazione nell’ambito della chirurgia estetica e della chirurgia ricostruttiva mammaria trovano al giorno d’oggi una tipologia di impianto idoneo alla correzione dell’inestetismo o del difetto che le pazienti presentano.

Approfondisci: Protesi mammarie

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Autore articolo: Dr. Dauro Reale

Autore

Articolo scritto dal Dr. Dauro Reale medico chirurgo laureato all'Università degli Studi di Milano e specializzato in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva presso l'Università degli Studi di Milano, seconda specializzazione in Otorinolaringoiatria presso la stessa Università. Svolge la libera professione nel campo della Chirurgia Estetica e Plastica da oltre 30 anni.

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