Articolo scritto dal Dr. Dauro Reale in data 18/02/2020

Introduzione

Il seno costituisce da sempre un elemento determinante nella “costruzione” dell’immagine femminile, ovviamente non solo nell’immaginario maschile ma, in prima istanza, per l’autostima e la personalità della donna stessa. È superfluo dire che non parliamo di sola estetica e di un mero “richiamo sessuale” La mammella è un vero e proprio organo legato a tutte le funzioni inerenti la riproduzione, per un periodo di almeno dodici mesi successivo al termine della gravidanza. Anche in questo caso estetica e funzione non sono antitetiche. Pare tutto scontato, fino a quando un evento straordinario, che si tratti di un trauma, una patologia oncologica, o comunque un evento lesivo/traumatico di qualsivoglia natura non altera questo equilibrio. La chirurgia plastica offre notevoli possibilità “riparative” a queste problematiche, sia che le affrontiamo sotto il versante ricostruttivo, sia che parliamo di estetica.
L’intervento di mastoplastica additiva è certamente il più noto fra gli interventi migliorativi l’estetica del seno femminile e, non a caso, uno di quelli, in assoluto, maggiormente eseguiti al mondo. Viene praticato in alcuni casi in sedazione, ma più frequentemente (e a mio avviso correttamente) in anestesia generale, in regime di day hospital o con almeno una notte di osservazione in clinica. Mediamente la “durata” di questa procedura varia a seconda delle situazioni fra una e due ore circa.
Allo stato attuale dell’arte, la mastoplastica additiva si esegue utilizzando protesi in gel di silicone le cui caratteristiche costruttive, oltre che le forme, i volumi, il grado di proiezione, possono essere adattati ai singoli casi, offrendo la possibilità al paziente ed al chirurgo di “personalizzare” questa procedura al massimo grado. Come per qualunque opzione chirurgica, il primo elemento valutativo sarà l’indicazione all’intervento stesso. Se cioè la mastoplastica additiva costituisce realmente l’opzione più corretta per risolvere le problematiche estetiche che la paziente sottopone al chirurgo. La visita specialistica serve a questo. A illustrare al paziente le opzioni tecniche a disposizione, l’effettiva utilità della procedura in sé e come il risultato di tutto questo la paziente potrà e dovrà gestire nel tempo, dal momento che esso la accompagnerà per moltissimi anni, se non per l’intera sua vita.

L’opzione di utilizzare le protesi mammarie per migliorare l’estetica della mammella data all’incirca dagli anni 60. Erano stati fatti in precedenza dei tentativi di utilizzo del grasso corporeo, quale elemento volumizzante, che non avevano dato nel lungo periodo i risultati attesi. L’utilizzo di un biomateriale privo di intrinseca reattività quale il silicone, ha costituito il punto di svolta per questa procedura, portandola ad essere l’opzione di gran lunga tutt’oggi vincente. In questi ultimi anni è ritornato in auge l’utilizzo del tessuto adiposo autologo in luogo degli impianti, con modalità di esecuzione radicalmente differenti rispetto ad un tempo. Questa opzione dimostra però ancora molti elementi di criticità, a fronte di alcuni indubitabili vantaggi (che si possono riassumere nel mancato utilizzo di un biomateriale), che rendono l’opzione protesi quella che offre il migliore rapporto fra i suoi costi ed i suoi benefici.

Leggi tutto...

Anche l’intervento di mastoplastica additiva, per quanto appartenente all’estetica e quindi all’immaginario della bellezza, costituisce un intervento chirurgico a tutti gli effetti e quindi una procedura di per sé invasiva. Va quindi valutato correttamente e preso letteralmente per quello che è: un intervento chirurgico vero la cui chiamiamola destinazione, o per meglio dire indicazione, non modifica minimamente tutto quanto un intervento chirurgico porta con sé. Insistiamo su questo concetto non per spaventare le pazienti, ma solo per renderle maggiormente edotte di ciò che si accingono ad affrontare, allo scopo che da esso ne derivi la massima soddisfazione possibile.

Leggi tutto...

Complicazioni e caratteristiche degli impianti protesici

Saremo ripetitivi, ma dobbiamo ribadire che la mastoplastica additiva, come qualsiasi altra procedura chirurgica, è di per sé invasiva e comporta rischi oltreché potenziali complicazioni. Esse vanno distinte fra quelle comuni a ogni sorta di intervento chirurgico, dalle problematiche, anche gravi, legate all’utilizzo dell’anestesia, a quelle più diremmo ovvie, quali la formazione di ematomi (raccolte di sangue che possono richiedere la necessità di essere evacuate chirurgicamente), alterazioni di solito transitorie della sensibilità nell’area oggetto di intervento, ritardi di guarigione delle ferite e patologie della cicatrizzazione. Vi sono poi complicazioni specifiche legate alle caratteristiche delle protesi, alla loro modalità di collocazione nel torace, al loro volume e, potremmo dire, alla modalità di rapporto che questi biomateriali contraggono con l’organismo che le ospita. Alcune di esse sono imprevedibili e fanno parte dell’imponderabile legato all’evidenza che la medicina e la chirurgia non sono scienze esatte, altre che con una responsabile pianificazione e gestione dell’intervento possono essere, se non annullate, fortemente minimizzate.

Leggi tutto...

I migliori candidati alla mastoplastica additiva

Qualsivoglia intervento chirurgico ha una valenza duplice. Riguarda cioè tanto la condizione fisica, e naturalmente non parliamo esclusivamente del campo dell’estetica, quanto quella psicologica. Questi due elementi non si separano mai. Un paziente che si sottopone ad un intervento per risolvere le conseguenze di una brutta frattura di un braccio o di una gamba, nel momento in cui guarisce e recupera la propria integrità fisica “vede” il proprio umore e la fiducia nelle sue possibilità e quindi nel futuro, in misura esponenziale. Una paziente che “vede” risolto o corretto un inestetismo al seno che condiziona pesantemente la propria autostima, non può non sentirsi meglio e relazionarsi in tutt’altro modo col mondo esterno, oltreché diventare esteticamente più armonica e gradevole. Esempi di questo genere sono pressoché infiniti. Il concetto però è sempre quello. Mente e corpo non si separano mai.

Leggi tutto...

L'intervento di aumento del seno è una procedura chirurgica relativamente semplice. Ma come per ogni operazione, vi sono rischi e complicanze associate. Quanto appena detto può apparire ovvio, ma è importante fare delle precisazioni. Il termine semplice in medicina e chirurgia non andrebbe mai utilizzato. È pur ovvio che la procedura di mastoplastica additiva risulti assai più semplice tecnicamente rispetto ad altri interventi di chirurgia generale o specialistica. Ciò non significa che possa essere presa sotto gamba o ritenuta gestibile da personale poco esperto, in ambienti non perfettamente all’altezza. Si tratta di un intervento chirurgico vero e proprio e come tale va sempre affrontato.
Il problema più comune, la contrattura capsulare, si verifica se...

Leggi tutto...

Il candidato ideale

Possiamo a questo punto delineare la figura di quella che potrebbe essere la candidata ideale per l’intervento di mastoplastica additiva.
• parliamo innanzitutto di soggetti, che abbiano compiuto la maggiore età, che la legge italiana stabilisce in 18 anni.
• non in gravidanza o in allattamento (dobbiamo considerare almeno 6 mesi dopo la fine dell’allattamento)
• pazienti in condizioni psicofisiche adeguate. A questo proposito l’esecuzione e la valutazione degli esami ematochimici, dell’elettrocardiogramma e dell’ecografia mammaria risulteranno determinanti.
• pazienti ovviamente non soddisfatte relativamente all’estetica del proprio seno, che trovano nella mastoplastica additiva l’indicazione corretta alla correzione del dismorfismo di cui sono portatrici.
• pazienti che siano state correttamente edotte riguardo ai risultati conseguibili con l’intervento. In una parola, donne con aspettative realistiche riguardo ai risultati ottenibili.

Sulle complicazioni e i rischi legati all’intervento, abbiamo accennato nei precedenti paragrafi. Non possiamo che ribadire quanto scritto in precedenza. Ogni intervento chirurgico è potenzialmente foriero di complicazioni e rischi. La chirurgia estetica, sotto questo punto di vista, non fa eccezione. Si tratta di chirurgia specialistica a tutti gli effetti e come tale deve essere gestita e considerata.

Leggi tutto...

Brevi note sulle modalità tecniche di esecuzione dell' intervento di aumento del seno

La mastoplastica additiva si esegue di routine in anestesia generale e richiede solitamente fra una e due ore per essere portata a compimento. Procedure alternative sono quelle dell’anestesia locale con l’ausilio di una sedazione profonda. A mio avviso l’anestesia generale costituisce la scelta migliore, tanto per il paziente che per l’equipe chirurgica.
Viene praticata mediante una incisione di circa 4 cm, posizionata nel solco sottomammario, quindi facilmente in esso occultabile, nella circonferenza emiperiareolare inferiore o nel suo terzo esterno, una scelta dipendente in prima battuta dall’anatomia. L’areola deve avere necessariamente una circonferenza tale da consentire lo spazio sufficiente al passaggio della protesi, una volta realizzata la tasca protesica. L’ultima opzione è quella dell’incisione sul pilastro ascellare anteriore. Una opzione che possiamo definire intrigante, ancorché portatrice di vantaggi e limiti che non vanno ignorati. Viene poi allestita la tasca protesica (lo spazio fisico di adeguate dimensioni realizzato al di sotto della ghiandola mammaria, al di sopra del muscolo pettorale o parzialmente al di sotto di esso, (tecnica dual plane). Naturalmente la “scelta” della sede di impianto verrà fatta di concerto con la paziente sulla base di precisi elementi anatomici, funzionali e, possiamo dire di comfort” per la paziente, relativamente alle sue abitudini di vita ed eventualmente al lavoro da essa svolto.


mastoplastica additiva incisioni

 

Post operatorio

La mastoplastica additiva è un intervento, al di la dei luoghi comuni, gestibile senza eccessive difficoltà da parte delle pazienti. Il tempo di recupero varia a seconda della reattività personale, ma è comune che le pazienti siano in grado di tornare al lavoro entro 10 giorni dall' intervento. È cosa normale che le donne, dopo un intervento chirurgico di mastoplastica additiva, spesso avvertano una maggiore sensibilità in tutta l'area del seno e in particolare in quella dell’areola e del capezzolo per qualche settimana. Evitare il contatto fisico diretto per minimizzare il rischio di trauma e il fastidio durante il periodo di guarigione, attiene più al semplice buon senso che ad una precisa, quanto ovvia, indicazione clinica. Dopo circa due o tre settimane il gonfiore e il disagio spariranno gradualmente. Dopo due settimane, il contatto fisico con i con la regione mammaria torna gradualmente tollerato e tollerabile.

Mastoplastica additiva retro ghiandolare e retro muscolare

Come abbiamo precedentemente accennato, il posizionamento delle protesi, previo allestimento di uno spazio fisico di adeguate dimensioni, può essere effettuato in posizione retroghiandolare, oppure retromuscolare, fino ad una scelta che potremo definire per semplicità intermedia caratterizzata da un posizionamento retromuscolare nella porzione dei poli mammari superiori e retroghiandolare nella porzione inferiore. Naturalmente ogni opzione prevede modalità tecniche specifiche, indicazioni e limiti che coinvolgono tanto il chirurgo che la paziente. Attiene all’esperienza e alla confidenza, se vogliamo usare questo termine, con l’intervento da parte del chirurgo, oltre alla sua propria visione estetica. Stesso discorso va fatto per la paziente, le cui indicazioni vanno discusse, elaborate e commentate. La richiesta che più comunemente il chirurgo si sente fare è quella di un seno certamente più florido e prosperoso, ma il più possibile “naturale” Bisogna stabilire un punto fermo. A prescindere da elementi anatomici precisi, i quali vincolano chirurgo e paziente a certe scelte, non è la forma delle protesi o la loro modalità di posizionamento che creano un seno naturale; è il volume. Un volume protesico adeguato, rispetto alle caratteristiche anatomiche del torace che le deve accogliere, una protesi di proiezione corretta, costituiscono la chiave di volta per ottenere un buon risultato finale. Dopo un congruo lasso temporale, protesi e torace si adattano l’uno all’altra e solo dopo questo periodo si può fare una corretta valutazione di quello che si è ottenuto.

Protesi sottoghiandolare e protesi sottomuscolare

Mammografia ed altri esami strumentali

Dobbiamo ricordare che l’impianto delle protesi non pregiudica in alcun modo l’esecuzione di tutti gli esami strumentali necessari alla valutazione del parenchima mammario. Ecografie, mammografie, risonanze magnetiche. Tutti questi esami non solo permettono di indagare le caratteristiche del tessuto nobile, ma anche lo stato di salute delle protesi. Quindi i comuni esami di routine consentono alla donna un pieno controllo negli anni del proprio seno e dei biomateriali in esso inseriti, garantendo alle pazienti la massima tranquillità.

Leggi tutto...

Autore articolo: Dr. Dauro Reale

Autore

Articolo scritto dal Dr. Dauro Reale medico chirurgo laureato all'Università degli Studi di Milano e specializzato in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva presso l'Università degli Studi di Milano, seconda specializzazione in Otorinolaringoiatria presso la stessa Università. Svolge la libera professione nel campo della Chirurgia Estetica e Plastica da oltre 30 anni.

Leggi Curriculum Contattami

Informazioni Utili

Prenota visita
SENZA IMPEGNO
Contatta dr. Dauro Reale Foto prima e dopo Costo intervento

Fine Pagina