Autore: Dr. Dauro Reale
Data pubblicazione:
29/07/2019

Con i termini di liposuzione, lipoaspirazione e liposcultura, si suole indicare, con minime varianti, la medesima procedura chirurgica.

Si tratta cioè della tecnica che prevede la rimozione delle adiposità localizzate, tanto dalle regioni più tipiche, nelle donne per esempio le aree trocanteriche (quelle dell'esterno cosce per intenderci), piuttosto che l'interno delle ginocchia, nei maschi l'addome, i fianchi e la zona pettorale/mammaria, mediante un meccanismo aspirativo ottenuto grazie ad un circuito (cannula smussa cava all'interno, tubo di collegamento ed infine una macchina esterna capace di generare il vuoto).

Si tratta di una tecnica tanto, se possiamo usare questo termine, semplice, quanto estremamente versatile. Adattabile cioè, come vedremo in seguito, ad un insieme di situazioni, che vanno dalla possibilità di trattare non solo i classici punti critici, ma anche aree alternative, le cui fattezze o forme i pazienti percepiscono come antiestetiche o invalidanti.


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Liposuzione addominale Addominoplastica

Abbiamo già sommariamente definito le caratteristiche tecniche di questa metodica. Dobbiamo ribadire la sua grande versatilità e questo ci permette di comprendere il perché si tratti dell'intervento chirurgico maggiormente praticato al mondo.

È logico di conseguenza comprendere come, trattandosi di un intervento il cui "impatto" sulla fisiologia del paziente può essere molto diverso, la liposuzione venga praticata in una serie di modalità e soprattutto di "ambienti" medico/chirurgici non sempre idonei e all'altezza dei requisiti basilari per quello che alla fine realmente è. Un intervento chirurgico vero e proprio.

Questo fatto coinvolge tutta una serie di passaggi corollari ad esso, dalla scelta della modalità di anestesia più idonea – dalla semplice anestesia locale, a quella dove ad essa si associa una sedazione più o meno blanda, fino all'anestesia generale – alla gestione dei pazienti nel periodo immediatamente successivo all'intervento, (periodo "postoperatorio" per usare un termine tecnico).

Chiaro che tutto questo richiede tempi, personale medico e paramedico con esperienza di settore e strutture adeguate, con ovvio "rimbalzo" dei costi finali che il paziente sarà tenuto a sostenere. Questi aspetti purtroppo vengono a volte misconosciuti, se non peggio negletti, allo scopo di fornire ai pazienti un "pacchetto" che si presume adatto al loro portafoglio, ma spesso carente dei basilari elementi di sicurezza.

Preparazione del paziente alla liposuzione

Abbiamo visto in precedenza come la liposuzione può riguardare distretti corporei estesi, così come aree estremamente localizzate, risultandone in questi casi il suo impatto assai modesto.

Questo assunto comporta una pianificazione dell'intervento differente da caso a caso.

Il primo elemento da prendere in considerazione è l'estensione delle zone da trattare. Se esse risultano variegate nella distribuzione corporea e molto estese, sarà logico programmare l'anestesia generale o, come minimo, una sedazione approfondita di supporto all'anestesia locale. Corollario di questo approccio sarà quello di programmare un monitoraggio postoperatorio, anche sul piano farmacologico, all'altezza della situazione.

È inutile ribadire che indicazioni chirurgiche più semplici richiederanno una preparazione semplificata e una gestione successiva altrettanto semplificata.

Sempre nell'ambito delle tecniche di liposuzione diciamo tradizionali, elemento importante è la scelta del livello e quantità dell'infiltrazione che precederà/accompagnerà e faciliterà la procedura vera e propria.
L'infiltrazione è necessaria a vari livelli. Il primo perché attraverso di essa vengono veicolati nel contesto delle zone sulle quali si deve intervenire, oltre alla soluzione fisiologica, prodotti vasocostrittori allo scopo di ridurre al minimo le perdite ematiche, farmaci anestetici, sia che si utilizzi la sola anestesia locale sia che fungano di supporto alla sedazione, e prodotti ad effetto antidolorifico, utili non solo nell'immediato ma anche nel postoperatorio, volendo rendere la procedura il più possibile confortevole per il paziente.
In ultimo, la distensione prodotta dal volume di soluzione fisiologica impiegata, fungerà da elemento capace di operare una vera e propria "distensione" dei tessuti coinvolti, facilitando il passaggio nel loro contesto delle cannule e il conseguente meccanismo aspirativo.

Distinguiamo a questo proposito differenti varianti, identificate come liposuzione a secco, nella quale l'infiltrazione è minima o addirittura assente. Chiaro che in questi casi la zona su cui operare deve essere di dimensioni ridottissime, configurandosi unicamente la necessità di una minima dose di anestetico.

Molto più comunemente utilizzata è la cosiddetta liposuzione umida o wet liposuction.
Questo approccio consente il trattamento di zone assai più ampie e anche non necessariamente contigue le une alle altre.

Va da sé che aumentando le superfici oggetto di intervento, diventa sempre più imperativo ridurre al minimo le perdite sieroematiche, per non compromettere l'equilibrio idroelettrolitico dei pazienti, con gravi rischi di disidratazione e complicazioni frutto della perdita di liquidi e sali minerali, che possono condurre i pazienti fino a veri e propri shock ipovolemici.

Passo successivo è la liposuzione super umida o super wet liposuction dove questi concetti di base sono amplificati in misura ancora maggiore.
Nella normale pratica clinica le liposuzioni "umide" e "super umide" sono le più utilizzate.

Esistono altre metodiche, riservate alle liposuzioni di grandi volumi (ricordiamo che quando cerchiamo di quantificare le "quantità" di tessuto adiposo da presumibilmente rimuovere parliamo sempre di "volumi" e mai di kg.) quali la liposuzione tumescente, tecnica che utilizza abbondantissime quantità di liquido di infiltrazione molto diluito che viene iniettata nel grasso in modo tale che le aree bersaglio divengano tumescenti, cioè gonfie e sode, allo scopo di favorire l'aspirazione di volumi molto cospicui, minimizzando i rischi prima accennati.

Si tratta comunque di metodiche poco maneggevoli, riservate a situazioni particolari e quindi con indicazioni limitate, che devono essere gestite da operatori estremamente qualificati.

Differenti tecniche di liposuzione/liposcultura. Approccio caso per caso

La lipoaspirazione è indicativa di un insieme di tecniche volte al medesimo scopo: la ridefinizione del profilo corporeo, attraverso la rimozione di masse più o meno cospicue di tessuto adiposo dalle regioni nelle quali si è particolarmente accumulato.

Non si tratta quindi di una gara a chi aspira di più. Ci sono vincoli fisiologici e limiti ben precisi. Si tratta sempre di un intervento chirurgico e non di una sorta di "prova ginnica".

Quindi è bene ribadire che il volume finale aspirato, la velocità con la quale la procedura viene effettuata, sono parametri importanti ma non esclusivi.

La chiave di volta è la soddisfazione del paziente, derivata in prima battuta dall'aver saputo cogliere le sue necessità e averle tradotte in un "gesto tecnico" efficace.

Ci sono molti modi per eseguire la liposuzione o liposcultura, come la vogliamo chiamare. Rapidità di esecuzione e massimo volume aspirato non sono criteri di assoluta eccellenza. In definitiva, questa si misura in termini di soddisfazione del paziente in funzione della sua sicurezza, comfort, finezza e qualità dei risultati.

Complicazioni

Come qualsivoglia intervento o trattamento di medicina e chirurgia estetica, la liposuzione non è esente da complicazioni o potenziali rischi. Dobbiamo però fare alcune distinzioni.

Da un lato mettiamo le potenziali complicazioni di carattere generale insite in qualunque procedura.

In secondo ordine quelle di natura prettamente estetica, legate cioè ad una aspettativa di risultato non corretta.
A questo proposito la serenità dei pazienti, pur nel comprensibile desiderio di un risultato rimarchevole, deve accompagnarsi all'obiettività del chirurgo nel porre al singolo caso in esame indicazioni e limiti.

Ricordiamoci che la lipoaspirazione o liposcultura, se vogliamo utilizzare un termine che se da un lato ha una valenza tecnica, dall'altro scivola più in concetti artistici, affascinanti quanto si vuole ma non sempre compatibili con l'ambito medico, viene a torto derubricato a intervento semplice, se non addirittura banale ed alla portata di tutti: chirurghi e pazienti. Così non è. Situazioni complicate, fino a veri e propri drammi di cui i mezzi di informazione periodicamente danno notizia, sono spesso il risultato diretto della mancanza di cautela, scarsa capacità di giudizio, troppa sicurezza di sé, ignoranza sulla farmacologia e cinetica dei presidi utilizzati.

Destrezza e sicurezza sono strettamente in relazione

La destrezza da parte di chi opera e la sicurezza di una procedura svolta nel pieno rispetto delle regole – linee guida delle società scientifiche, regolamenti e leggi vigenti, dipendono l'uno dall'altro.

Al termine di "arte" da qualcuno a mio parere impropriamente utilizzato, sostituirei quelli di destrezza tecnica, finezza nell'analizzare il caso e padronanza non di una sola metodica, ma di un ventaglio di esse all'interno delle quali selezionare la via giusta per i pazienti.

Questo approccio riduce i rischi al minimo e rende l'intervento chirurgico, nella fattispecie di liposuzione, un percorso per quanto possibile confortevole, evitando di esporre il paziente a rischi insensati. Il vero chirurgo usa la tecnica più idonea e non dimentica mai il dovere di "innanzitutto non nuocere" - "primum non nocere" – regola basilare in medicina.

Rischi ed errori nei quali non si deve incorrere

I rischi di queste metodiche di liposuzione devono essere ben compresi da tutti i potenziali pazienti. Al fine di minimizzarne la potenziale insorgenza, il paziente deve essere a conoscenza dei seguenti elementi:

  • L'aspirazione di volumi eccessivi, o un'eccessiva ampiezza delle aree trattate, possono provocare squilibri elettrolitici gravi. Un eccessivo trauma chirurgico (liposuzione quantitativamente troppo aggressiva) può essere di per sé pericoloso ed un importante causa di gravi complicazioni.
  • Procedure chirurgiche associate, soprattutto di elevato impatto, non correlate con la liposuzione ed attuate nella medesima seduta operatoria, dovrebbero essere evitate.
  • Le irregolarità e le ondulazioni sulla superficie cutanea sono spesso il risultato di disattenzione del chirurgo per il dettaglio. Le cannule da lipoaspirazione hanno lunghezze, diametri, disposizione dei fori di aspirazione e forme differenti allo scopo di adattarsi a ogni singolo caso. Anche la scelta dello strumentario corretto è sinonimo di padronanza delle tecniche, attenzione ai dettagli e rispetto per i pazienti.

Uniformità del risultato estetico

Ricordiamo che la lipoaspirazione o liposcultura nella sua variante più fine, ridefiniscono e scolpiscono il profilo corporeo. Non sono dei succedanei della dieta. La liposuzione non fa perdere peso e non può essere disgiunta da un approccio dietetico corretto, che poi andrà mantenuto nel tempo.

Rimuovere le adiposità localizzate non è sinonimo di cura della cellulite. Quest'ultimo è un disturbo metabolico su base ormonale, con una componente genetica di assoluto rilievo. Prova ne sia il fatto che essa affligge ragazze giovanissime e non altre donne di età adulta.

La liposuzione non è in grado di porre rimedio a tutto questo. La pelle a buccia d'arancia chiaro segno della cellulite, non guarisce con la liposuzione che, se troppo aggressiva, lungi dal mascherarne i segni, può addirittura renderla più evidente.

Questi concetti il paziente deve averli molto chiari prima di accedere al letto operatorio.

Autore articolo: Dr. Dauro Reale

Autore

Articolo scritto dal Dr. Dauro Reale medico chirurgo laureato all'Università degli Studi di Milano e specializzato in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva presso l'Università degli Studi di Milano, seconda specializzazione in Otorinolaringoiatria presso la stessa Università. Svolge la libera professione nel campo della Chirurgia Estetica e Plastica da oltre 30 anni.

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